Certificati dei materiali plastici e polimeri

Certificati dei materiali plastici e polimeri

 

Qualità garantita, sempre.

In ogni fornitura, la qualità dei materiali è la nostra priorità assoluta. Per questo forniamo ai nostri clienti i certificati dei materiali plastici ed elastomeri, documenti essenziali per garantire tracciabilità, conformità e sicurezza in ogni fase della lavorazione.

 

Certificati per le Materie Plastiche e Gomme idonee al Contatto con Alimenti

Quando i polimeri ad alte prestazioni entrano in contatto con farmaci o alimenti, la sicurezza è essenziale. Le certificazioni in questo ambito garantiscono che i materiali non rilascino sostanze nocive, proteggendo la salute pubblica e l'integrità del prodotto. Normative come GMP, EU 10/2011, EU 1935/2004 (MOCA) e FDA stabiliscono requisiti rigorosi per la composizione, la produzione e l'idoneità, assicurando che ogni polimero sia sicuro e conforme per le applicazioni più sensibili.

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Certificati per le Materie Plastiche in ambito Medicale

Nel settore medicale, i polimeri ad alte prestazioni devono garantire massima affidabilità e biocompatibilità. Le certificazioni per applicazioni medicali, come ISO 10993 e USP Class VI, attestano che i materiali sono sicuri per l'uso a contatto con i sistemi biologici, prevenendo reazioni avverse. Questi standard assicurano che l'intero ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione alla produzione, rispetti i più elevati standard di sicurezza e qualità per il paziente.

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Certificati di Conformità e Qualità

Le certificazioni di conformità e qualità sono il fondamento dell'affidabilità dei polimeri ad alte prestazioni: garantiscono che i materiali siano prodotti secondo specifiche rigorose e offrono ai clienti la massima fiducia nella qualità e nella provenienza del materiale.
I certificati di origine preferenziale consentono invece l'applicazione di dazi ridotti o nulli in presenza di accordi commerciali tra i Paesi.

Certificati per Sostanze e Ambienti Pericolosi

 L'uso di polimeri in ambienti potenzialmente esplosivi o in presenza di sostanze regolamentate richiede certificazioni specifiche. La direttiva ATEX, ad esempio, garantisce che i materiali siano sicuri in atmosfere esplosive, mentre normative come RoHS, SVHC e PFAS regolamentano l'assenza o la limitazione di sostanze pericolose. Queste certificazioni sono cruciali per la sicurezza operativa, la protezione ambientale e la salute umana, evidenziando le proprietà intrinseche del polimero.

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GMP MOCA

GMP MOCA (Good Manufacturing Practices for Food Contact Materials and Articles)
Le GMP MOCA, definite dal Regolamento (CE) N. 2023/2006, stabiliscono i requisiti operativi per i sistemi di gestione della qualità nella produzione, trasformazione e distribuzione di materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti (MOCA). Per i materiali plastici, la conformità impone l'implementazione di un sistema di gestione della qualità documentato che copra tutte le fasi del processo produttivo, dalla selezione delle materie prime al prodotto finito. Ciò include controlli rigorosi su igiene, personale, attrezzature, documentazione e tracciabilità. L'obiettivo pratico è minimizzare il rischio di contaminazione (chimica, fisica, microbiologica) e garantire che il materialemantenga le sue proprietà di sicurezza e conformità per tutta la sua vita utile. Qualora il materiale plastico sia oggetto di lavorazione successiva, al fine di mantenere la validità della  certificazione, anche il sito e le tecniche di lavorazione devono rispettare gli standard GMP-MOCA.  I particolari a disegno di Plastics & Seals rispettano gli standard GMP-MOCA inerenti la lavorazione meccanica e le procedure adottate sono state validate mediante Audit della ASL 1 CN presso gli uffici e gli stabilimenti produttivi.

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EU 10/2011 e UE 1935/2004

Regolamento (UE) N. 10/2011 e Regolamento (CE) N. 1935/2004
Il Regolamento (CE) N. 1935/2004 è il quadro normativo generale per tutti i MOCA nell'UE. I suoi requisiti principali sono: 1) Non rilasciare componenti in quantità tali da nuocere alla salute umana o alterare le caratteristiche organolettiche degli alimenti. 2) Essere fabbricati in conformità con le buone pratiche di fabbricazione (GMP). 3) Garantire la tracciabilità lungo l'intera catena di approvvigionamento, dal produttore della materia prima al distributore finale. La tracciabilità implica la capacità di identificare il fornitore e il destinatario di ogni materiale e prodotto in ogni fase. L'applicazione pratica richiede sistemi robusti di gestione della qualità e della documentazione (es. lotti di produzione, data di fabbricazione, fornitori e clienti). Per i materiali armonizzati, è obbligatoria una Dichiarazione di Conformità (DoC) che attesta il rispetto di queste normative.

Il Regolamento (UE) N. 10/2011 è l'implementazione specifica per i materiali plastici. I requisiti chiave includono: 1) Utilizzo esclusivo di monomeri e additivi presenti nelle "liste positive" (Allegato I del Regolamento). 2) Rispetto dei Limiti di Migrazione Specifici (SML) per singole sostanze (espressi in mg di sostanza per kg di alimento) e del Limite di Migrazione Globale (OML) per tutte le sostanze non volatili che migrano (10 mg/dm² o 60 mg/kg di alimento). 3) Esecuzione di test di migrazione in condizioni simulate di tempo e temperatura (es. 10 giorni a 40°C per contatto prolungato a temperatura ambiente) utilizzando simulanti alimentari specifici (es. etanolo per alimenti grassi, acido acetico per alimenti acidi). L'applicazione pratica richiede laboratori accreditati per i test di migrazione e una Dichiarazione di Conformità dettagliata che includa le condizioni d'uso previste e i risultati dei test.

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FDA (Food & Drug Administration)

FDA (Food & Drug Administration)
La FDA regolamenta i materiali a contatto con gli alimenti negli Stati Uniti attraverso il CFR 21 (Code of Federal Regulations, Title 21). Il requisito primario per un materiale plastico per essere "FDA Compliant" è che tutti i suoi costituenti (polimeri, monomeri, additivi) siano inclusi nelle liste positive della FDA, specificate in varie sezioni del CFR 21 (es. 21 CFR 177 per i polimeri). Questo significa che la composizione chimica del materiale deve essere conforme a quanto autorizzato dalla FDA per l'uso a contatto con gli alimenti. L'applicazione pratica richiede che i fornitori di materiali forniscano una dichiarazione che attesti che tutti i componenti del materialeson elencati e consentiti dalla FDA per l'uso specifico. Tuttavia, la responsabilità finale dell'idoneità dell'applicazione ricade sull'utente finale, che deve convalidare il prodotto finito in base alle condizioni d'uso specifiche (temperatura, tempo di contatto, tipo di alimento, cicli di pulizia), poiché la migrazione e la sicurezza dipendono dall'interazione material-alimento nell'applicazione reale.

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China-GB

China GB (GuoBiao)
Gli standard cinesi GB, in particolare GB 4806.1 (requisiti generali) e GB 4806.7 (materiali plastici), regolano l’impiego di plastiche a contatto con alimenti. Si basano su un sistema a lista positiva di sostanze autorizzate (monomeri, additivi) simile a quello europeo. È obbligatoria la verifica della migrazione globale e specifica, oltre ad analisi su monomeri residui e metalli pesanti, secondo metodi analitici GB/T. I test devono essere eseguiti da laboratori cinesi accreditati (CMA/CNAS). Diversamente dalla normativa FDA, in Cina è richiesta la registrazione presso le autorità competenti (SAMR) e sono frequenti controlli a campione. Alcune sostanze, come melamina e formaldeide, sono soggette a limiti più severi. Le aziende devono fornire dichiarazioni di conformità e documentazione tecnica dettagliata. Sebbene ispirati a principi internazionali, gli standard GB presentano requisiti propri che richiedono un adeguamento specifico da parte dei produttori destinati al mercato cinese.

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Japan Positive List

Japan Positive List (JPL)
La Japan Positive List, entrata in vigore nel 2020, regola i materiali plastici destinati al contatto con alimenti in Giappone. Stabilisce un elenco positivo di monomeri, additivi e polimeri autorizzati dal Ministero della Salute (MHLW). È simile al Regolamento europeo (UE) 10/2011, ma più restrittiva per alcune sostanze come ftalati e BPA. Richiede test di migrazione globale e specifica secondo metodi JIS/ISO, oltre a valutazioni tossicologiche per l’inclusione in lista. A differenza dell’approccio statunitense (FDA), che valuta caso per caso, la JPL si basa su liste predefinite con limiti rigorosi. I produttori devono fornire dichiarazioni di conformità (DoC) e garantire la tracciabilità dei materiali, in particolare per imballaggi alimentari. L’aggiornamento periodico delle sostanze elencate impone un monitoraggio costante da parte delle aziende. La normativa punta a uniformare la sicurezza alimentare in Giappone e rappresenta uno dei sistemi più strutturati e severi a livello globale per i materiali plastici.

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USDA (U.S. Department of Agriculture)

USDA (U.S. Department of Agriculture)
L'USDA supervisiona le attrezzature e i materiali di imballaggio negli impianti di lavorazione di carne e pollame ispezionati a livello federale negli Stati Uniti. Il requisito non è una certificazione diretta del materialelastico, ma l'idoneità delle attrezzature che lo incorporano. In pratica, per essere accettato dall'USDA, un materiale plastico utilizzato in queste attrezzature deve soddisfare i criteri di sicurezza stabiliti dalla FDA per il contatto alimentare. I fornitori di materiali plastici forniscono "lettere di garanzia" o dichiarazioni che attestano la conformità FDA dei loro prodotti. L'applicazione pratica per i produttori di attrezzature implica la selezione di materiali plastici con tali garanzie e la dimostrazione all'USDA che la progettazione e la costruzione dell'attrezzatura, inclusi i componenti plastici, rispettano gli standard igienici e di sicurezza per la lavorazione di carne e pollame.

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Canada AG (Food Production and Inspection Branch)

Canada AG (Food Production and Inspection Branch of the Canadian Government)
Canada AG, equivalente all'USDA, supervisiona la sicurezza alimentare e l'idoneità delle attrezzature e degli imballaggi nell'industria alimentare canadese, in particolare per carne e pollame. I requisiti impongono che i materiali plastici e i componenti delle attrezzature rispettino le normative canadesi in materia di sicurezza alimentare e igiene. L'applicazione pratica per i produttori che esportano in Canada significa che devono assicurare che i loro materiali plastici siano conformi a standard equivalenti a quelli FDA o specifici del Canada, e che la documentazione tecnica (es. dichiarazioni di conformità, dati di migrazione) sia disponibile per dimostrare tale rispetto alle autorità canadesi.

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3A-Dairy

3A-Dairy (standard 3A 20)
Gli standard 3A-Dairy definiscono i requisiti di costruzione igienica per le attrezzature di lavorazione di latte e prodotti lattiero-caseari. Per i materiali plastici a contatto con il prodotto, i requisiti specificano che il materialedeve essere: 1) Non tossico e non assorbente. 2) Resistente alla corrosione e non reattivo con i prodotti lattiero-caseari. 3) Facilmente pulibile e igienizzabile, senza favorire la crescita batterica. 4) Resistente ai cicli di pulizia e sanificazione (CIP/SIP) e alle temperature di esercizio. 5) Conforme alla FDA. L'applicazione pratica implica la selezione di plastiche con superfici lisce, non porose, resistenti all'abrasione e agli agenti chimici di pulizia, e la fornitura di test specifici dal fornitore che dimostrino la conformità a questi criteri, inclusa la stabilità dimensionale e chimica dopo esposizioni ripetute.

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NSF (National Sanitation Foundation)

NSF (National Sanitation Foundation)
NSF sviluppa standard e certifica prodotti per la salute pubblica. I requisiti per i materiali plastici dipendono dallo standard specifico: NSF 51 (Plastics in Food Equipment) richiede che i materiali non rilascino sostanze nocive nel cibo e siano facili da puluire. Ciò include test di estraibilità e valutazione della superficie. NSF 61 (Drinking Water System Components-Health Effects) richiede che i materiali non liscivino contaminanti nell'acqua potabile, con test di lisciviazione specifici per varie sostanze. L'applicazione pratica è che la certificazione NSF si applica all'intero dispositivo o sistema, ma si basa sulla conformità dei singoli componenti. I fornitori di materiali plastici possono ottenere la pre-certificazione dei loro prodotti (es. "NSF Listed Component"), fornendo documentazione e dati di test che semplificano il processo di certificazione per i produttori di attrezzature finali, riducendo i test ridondanti e accelerando il time-to-market.

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UL Form 0

UL Form 0
UL Form 0 è uno standard di certificazione per materiali plastici in attrezzature alimentari, simile a NSF STD 51. Il requisito fondamentale è che il materiale sia idoneo al contatto alimentare e non comprometta la sicurezza. La specificità di UL Form 0 risiede nella richiesta di un supporto tecnico e documentale più diretto e approfondito da parte del fornitore della materia prima al produttore dell'attrezzatura finale. L'applicazione pratica implica che il fornitore di plastiche deve fornire non solo i dati di conformità del materiale (es. composizione, test di migrazione), ma anche una documentazione estesa e una stretta collaborazione per la qualifica del materiale nell'applicazione specifica, garantendo la tracciabilità e la conformità lungo l'intera catena di approvvigionamento del prodotto finale.

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ISO 10993 (Valutazione Biologica dei Dispositivi Medici)

ISO 10993 (Valutazione Biologica dei Dispositivi Medici)
La serie ISO 10993 fornisce un quadro metodologico per la valutazione della biocompatibilità dei dispositivi medici. I requisiti impongono di eseguire test biologici specifici in base alla natura del contatto del dispositivo con il corpo (es. durata, tipo di tessuto). I test comuni includono: 1) Citotossicità (ISO 10993-5): valutazione della tossicità cellulare. 2) Sensibilizzazione (ISO 10993-10): valutazione delle reazioni allergiche. 3) Irritazione (ISO 10993-10): valutazione delle reazioni infiammatorie locali. 4) Tossicità sistemica (ISO 10993-11): valutazione degli effetti tossici a distanza. 5) Test di impianto (ISO 10993-6): valutazione della reazione tissutale in vivo. L'applicazione pratica richiede la selezione di materiali plastici "Life Science Grade" (LSG) che siano stati pre-testati o certificati per la biocompatibilità, e la conduzione di una valutazione del rischio biologico completa per il dispositivo medico finito, essenziale per l'ottenimento della marcatura CE o dell'approvazione FDA.

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Medical Grade USP Class VI (U.S. Pharmacopoeia Class VI)

Medical Grade USP Class VI (U.S. Pharmacopoeia Class VI)
La classe VI della Farmacopea degli Stati Uniti (USP Class VI) rappresenta il livello più elevato di test di biocompatibilità per i materiali plastici destinati a contatto prolungato con il corpo umano o con preparazioni parenterali. I requisiti impongono test in vivo rigorosi: 1) Test di tossicità sistemica acuta: valutazione degli effetti tossici generali dopo iniezione di estratti del materiale. 2) Test intracutaneo: valutazione delle reazioni locali dopo iniezione intracutanea di estratti. 3) Test di impianto: valutazione della reazione tissutale e della degradazione del materiale dopo l'impianto in vivo per un periodo definito. L'applicazione pratica richiede l'uso di materiali plastici di elevata purezza e la fornitura di certificati di conformità che attestino il superamento di questi test. È un requisito critico per i materiali impiegati in dispositivi medici impiantabili, cateteri, siringhe e contenitori per farmaci iniettabili, garantendo minima reattività biologica e lisciviazione.

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TSE/BSE (Sostanze di Origine Animale)

TSE/BSE (Sostanze di Origine Animale)
La dichiarazione TSE/BSE attesta l'assenza di materiali di origine animale che potrebbero veicolare Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (TSE) o Bovine (BSE). Il requisito è che il materiale plastico e i suoi additivi non contengano componenti derivati da tessuti animali a rischio (es. cervello, midollo spinale). L'applicazione pratica per i produttori di plastiche implica una rigorosa due diligence sulla catena di approvvigionamento per tutti gli additivi e i coadiuvanti di processo, richiedendo ai fornitori dichiarazioni di non utilizzo di materiali di origine animale o di utilizzo di materiali a basso rischio (es. sego bovino trattato termicamente). Questa certificazione è fondamentale per la gestione del rischio biologico in settori sensibili come il farmaceutico, medicale e alimentare, dove la prevenzione della contaminazione da prioni è cruciale.

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Restrizione delle Sostanze Pericolose (RoHS)

Restrizione delle Sostanze Pericolose (RoHS)
La direttiva RoHS (2011/65/UE) limita l'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (EEE). I requisiti impongono che i materiali plastici utilizzati in EEE non contengano, oltre i limiti massimi consentiti, le seguenti sostanze: Piombo (Pb), Mercurio (Hg), Cadmio (Cd), Cromo esavalente (Cr VI), Bifenili polibromurati (PBB), Eteri di difenile polibromerati (PBDE), Bis(2-etilhexil) ftalato (DEHP), Butilbenzilftalato (BBP), Dibutilftalato (DBP), Diisobutilftalato (DIBP). I limiti di concentrazione massimi consentiti sono tipicamente dello 0,1% in peso di materiale omogeneo per tutte le sostanze, eccetto il Cadmio, per il quale il limite è dello 0,01%. L'applicazione pratica richiede ai produttori di plastiche di selezionare formulazioni e additivi conformi (es. stabilizzanti senza piombo, ritardanti di fiamma senza bromo) e di fornire una Dichiarazione di Conformità RoHS che attesti il rispetto di tali limiti lungo la catena di approvvigionamento.

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Sostanze Estremamente Preoccupanti (SVHC) - Regolamento REACH

Sostanze Estremamente Preoccupanti (SVHC) - Regolamento REACH
Le SVHC sono sostanze identificate nell'ambito del regolamento REACH (CE) N. 1907/2006 per le loro proprietà intrinseche pericolose (es. cancerogenicità, mutagenicità, tossicità per la riproduzione, PBT/vPvB). Il requisito principale per i produttori di articoli (inclusi quelli in plastica) è l'obbligo di comunicare la presenza di SVHC in concentrazioni superiori allo 0,1% in peso dell'articolo. Questa comunicazione deve avvenire lungo la catena di approvvigionamento e, su richiesta, ai consumatori. L'applicazione pratica impatta la selezione dei materiali e la gestione della supply chain, richiedendo un monitoraggio continuo delle sostanze aggiunte alla Candidate List dell'ECHA, la predisposizione di schede di sicurezza estese (eSDS) per i materiali contenenti SVHC e l'implementazione di sistemi per tracciare e dichiarare la presenza di tali sostanze nei prodotti finiti.

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Sostanze Perfluoroalchiliche e Polifluoroalchiliche (PFAS)

Sostanze Perfluoroalchiliche e Polifluoroalchiliche (PFAS)
Le PFAS sono una vasta classe di sostanze chimiche sintetiche caratterizzate da legami carbonio-fluoro estremamente stabili, conferendo loro resistenza chimica, termica e proprietà idro/oleorepellenti. A causa della loro persistenza ambientale ("forever chemicals") e del potenziale di bioaccumulo e tossicità, sono oggetto di crescenti proposte di restrizione globali (es. proposta dell'ECHA per una restrizione ampia). I requisiti, sebbene ancora in evoluzione, mirano a limitare o eliminare l'uso di PFAS in numerose applicazioni. L'applicazione pratica per l'industria delle plastiche significa una crescente pressione per lo sviluppo e l'adozione di alternative "PFAS-free" in applicazioni dove erano tradizionalmente impiegate (es. fluoropolimeri, rivestimenti), stimolando l'innovazione nella chimica dei polimeri e nella formulazione degli additivi per mantenere le prestazioni richieste senza l'uso di queste sostanze.

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Sostanze Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche (PBT) - TSCA

Sostanze Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche (PBT) - TSCA
Le sostanze PBT sono caratterizzate da persistenza ambientale, bioaccumulo negli organismi viventi e tossicità. Negli Stati Uniti, la TSCA (Toxic Substances Control Act) regola la produzione e l'uso di sostanze chimiche, con un focus specifico sulle PBT. I requisiti impongono restrizioni o divieti su alcune PBT (es. fenolo, isopropilato, fosfato (3:1), decabromodifeniletere, 2,4,6-tris(terz-butil)fenolo). L'applicazione pratica per i materiali plastici implica una rigorosa due diligence sulla composizione chimica dei polimeri e degli additivi per verificare l'assenza o la presenza entro limiti accettabili di tali sostanze. Questo è fondamentale per i prodotti destinati al mercato statunitense e richiede una documentazione dettagliata e la collaborazione con i fornitori per mitigare i rischi ambientali e sanitari a lungo termine associati a queste sostanze.

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Biocidi

Biocidi
I biocidi sono sostanze attive o miscele destinate a distruggere, rendere innocui o controllare organismi nocivi. Nelle plastiche, possono essere incorporati per conferire proprietà antimicrobiche. I requisiti impongono che l'uso di biocidi sia conforme al Regolamento UE sui Biocidi (BPR) (Regolamento (UE) n. 528/2012), che richiede l'approvazione delle sostanze attive e l'autorizzazione dei prodotti biocidi per specifici tipi di prodotto. L'applicazione pratica per i produttori di plastiche implica la selezione di biocidi approvati per l'uso nel polimero e nell'applicazione finale, la valutazione dell'efficacia, della stabilità nel polimero e del potenziale di lisciviazione nel tempo. È necessario fornire documentazione che attesti la conformità al BPR, inclusa la corretta etichettatura e le istruzioni per l'uso sicuro.

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Ftalati

Ftalati
Gli ftalati sono plastificanti usati per aumentare la flessibilità di polimeri come il PVC. I requisiti impongono limitazioni o divieti su specifici ftalati (es. DEHP, BBP, DBP, DIBP, DINP, DIDP, DNOP) in prodotti destinati al contatto con alimenti (es. Reg. UE 10/2011), giocattoli (Direttiva 2009/48/CE) e articoli per la cura del bambino, a causa delle preoccupazioni per la salute e la loro capacità di migrare. L'applicazione pratica per l'industria delle plastiche ha imposto la ricerca e l'adozione di plastificanti alternativi "ftalato-free" che mantengano le proprietà meccaniche desiderate. Ciò richiede un'attenta riprogettazione delle formulazioni polimeriche, test di migrazione specifici per verificare l'assenza o la conformità ai limiti e la fornitura di dichiarazioni che attestino l'assenza di ftalati regolamentati.

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Sostanze Radioattive

Sostanze Radioattive
Questa dichiarazione attesta l'assenza o la presenza entro limiti trascurabili di sostanze che emettono radiazioni ionizzanti nei materiali plastici. Il requisito non è generalmente normato per le plastiche comuni, ma diventa cruciale per applicazioni in settori sensibili (es. medicale, aerospaziale, nucleare) dove la purezza del materiale e l'assenza di radioattività sono requisiti stringenti per la sicurezza e la funzionalità. L'applicazione pratica implica la necessità per i fornitori di materiali plastici di effettuare controlli analitici specifici (es. spettrometria gamma) e di fornire dichiarazioni che attestino l'assenza di radioattività significativa, garantendo la tracciabilità delle materie prime per escludere fonti di contaminazione radioattiva.

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Minerali di Conflitto (Conflict Minerals)

Minerali di Conflitto (Conflict Minerals)
I minerali di conflitto (stagno, tantalio, tungsteno e oro - 3TG) sono associati al finanziamento di conflitti armati. I requisiti impongono alle aziende di esercitare la due diligence sulla propria catena di approvvigionamento per determinare l'origine di questi minerali e assicurarsi che non provengano da fonti che finanziano conflitti. Sebbene le plastiche non siano minerali, la loro produzione può coinvolgere catalizzatori, coloranti o additivi che contengono tracce di 3TG. L'applicazione pratica per i produttori di plastiche significa implementare sistemi di tracciabilità (es. Conflict Minerals Reporting Template - CMRT) e richiedere dichiarazioni di conformità ai propri fornitori (es. fornitori di additivi e pigmenti) per garantire un approvvigionamento etico e responsabile e per dimostrare la responsabilità sociale d'impresa.

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ATEX (Ambienti Esplosivi)

ATEX (Atmosphères Explosibles)
Le direttive ATEX (2014/34/UE e 1999/92/CE) regolano l'uso di prodotti in ambienti con atmosfere potenzialmente esplosive. Il requisito principale per i materiali plastici è che le loro proprietà intrinseche non contribuiscano all'innesco di un'esplosione. Ciò significa che il materiale deve essere: 1) Elettricamente conduttivo o dissipativo (per evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche che possono innescare esplosioni), con una resistività superficiale tipicamente inferiore a 10^9 Ohm. 2) Non infiammabile o autoestinguente (es. classificazione V-0 secondo UL94) per non propagare la fiamma. 3) Non contenere solventi infiammabili, plastificanti o additivi volatili che possano creare atmosfere esplosive. L'applicazione pratica implica che, sebbene la certificazione ATEX si applichi al dispositivo finale, i produttori di semilavorati plastici devono fornire dati tecnici dettagliati sulle proprietà del material(es. resistività, ritardanza di fiamma, stabilità termica) e dichiarazioni che supportino la conformità ATEX del prodotto finito. La selezione di plastiche specifiche "ATEX-grade" (es. PE 1000 ATEX) è fondamentale per la progettazione di componenti sicuri per tali ambienti.

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Dichiarazioni di Origine Preferenziale e "Made In"

I certificati di origine preferenziale attestano che un prodotto soddisfa i requisiti di origine stabiliti da accordi commerciali tra Paesi o aree economiche, consentendo l'applicazione di dazi ridotti o nulli.
Vengono emessi da autorità competenti (come le Camere di Commercio) e sono fondamentali per beneficiare dei trattamenti tariffari previsti da accordi come l'UE-Giappone o il CETA.
Plastics & Seals fornisce dichiarazioni di origine preferenziale per i materiali idonei e per tutti i particolari a disegno da noi prodotti.

La dichiarazione di origine non preferenziale "Made In", invece, identifica il Paese in cui il prodotto ha subito l'ultima trasformazione sostanziale, seguendo regole doganali specifiche.
Sebbene distinto dall'origine preferenziale, il "Made In" è spesso richiesto nei documenti commerciali.

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Certificati di Conformità EN 10204 (Documenti di Collaudo)

Certificati di Conformità EN 10204 (Documenti di Collaudo)
Lo standard EN 10204 definisce i tipi di documenti di collaudo per materiali e prodotti, applicabile anche alle plastiche, attestando la conformità alle specifiche e ai requisiti di qualità. I requisiti e l'applicazione pratica variano per tipo:

  • Tipo 2.1 (Dichiarazione Generale di Conformità): Il requisito è una dichiarazione del produttore che il materiale è conforme alle specifiche dell'ordine. L'applicazione pratica è una semplice autodichiarazione, senza risultati di test specifici o verifica indipendente. Utilizzato per materiali generici dove non è richiesta una documentazione dettagliata.

  • Tipo 2.2 (Dichiarazione del Produttore con Risultati di Test Interni): Il requisito è una dichiarazione del produttore che il materiale è conforme e ha superato test interni. L'applicazione pratica implica che il produttore esegua test sul materiale (es. proprietà meccaniche, composizione) e includa i risultati nel certificato, sebbene i test non siano necessariamente specifici per il lotto di fornitura.

  • Tipo 3.1 (Certificato di Ispezione del Produttore con Verifica Indipendente): Il requisito è un documento dettagliato con risultati di ispezione e test specifici del lotto, eseguiti dal produttore e verificati da un rappresentante del produttore indipendente dalla produzione. L'applicazione pratica richiede test specifici sul lotto di produzione del materiale plastico (es. controllo dimensionale con macchina di misura CMM) e la firma di un reparto di controllo qualità indipendente. Questo offre una maggiore garanzia di conformità.

  • Tipo 3.2 (Certificato di Ispezione da Parte di un Terzo Indipendente): Il requisito è un rapporto di prova con risultati di test specifici del lotto, verificati da un rappresentante del produttore e da un terzo indipendente (es. un ente di certificazione accreditato). L'applicazione pratica implica la presenza di un ispettore esterno che assiste ai test o verifica i risultati, fornendo il massimo livello di garanzia e tracciabilità. Questo tipo di certificato presenta costi elevati ed è spesso richiesto per applicazioni critiche in settori come l'automotive o l'aerospaziale.

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